Il coach umanista come Michelangelo

C’è sempre molta confusione su chi sia il coach e quali siano le sue mansioni. Molto spesso lo si associa al motivatore, colui che ti incita e ti incoraggia a raggiungere un obiettivo con frasi ad effetto, spesso prive di senso realistico. Peggio ancora quando si dice che i coach sono i nuovi guru a cui far riferimento, come se il coach fosse il detentore della verità assoluta e la dispensasse ai propri adepti. Ma se quindi non è un motivatore né tanto meno un guru, allora chi è un coach?

Il coach è un cercatore ed un allenatore di potenzialità. Mi piace associare la figura del coach a quella di Michelangelo Buonarroti. Michelangelo diceva di vedere nel blocco di marmo davanti a sé la scultura che avrebbe poi realizzato, ancor prima di iniziare a rimuovere con lo scalpello la pietra in eccesso; per lui creare una scultura significava tirarla fuori dal marmo e darle vita. Così come Michelangelo visualizzava la scultura prima ancora di realizzarla, così il coach vede le potenzialità del coachee prima ancora che queste vengano espresse. Il coach poi, durante il percorso di coaching, aiuta il cliente a prenderne coscienza e ad allenarle, in modo da dar loro vita e generare di conseguenza emozioni positive.

Il coach umanista è, se vogliamo, un artista rinascimentale. Il Rinascimento era contraddistinto dalla centralità e l’importanza dell’uomo come essere unico e particolare, nelle cui mani erano tenute le chiavi del proprio destino; gli artisti rinascimentali, come Michelangelo appunto, erano alla continua ricerca dell’armonia delle forme e dei colori (attraverso l’uso della prospettiva e dello sfumato). Il coach è esattamente tutto ciò: crede fermamente nell’unicità della persona e nella propria capacità di costruire responsabilmente il proprio futuro, e la sua missione è quella di far risaltare tutte le sfumature delle potenzialità del coachee, in modo che quest’ultimo abbia i mezzi per giungere alla propria autorealizzazione, così come una scultura ultimata può essere ammirata per tutto il suo splendore.

Ogni persona è un’opera d’arte, un concentrato di potenzialità che si combinano in modo differente tanto da rendere ogni persona unica ed irripetibile. Una persona autorealizzata e felice brilla di una luce meravigliosa, quanto quella di un dipinto del Buonarroti, se non di più.

Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte.

Gabriele D’Annunzio

© Giorgia Mauloni

 

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